mercoledì 12 ottobre 2011

QUANDO LA CULTURA GENERA SVILUPPO

L'esempio emblematico della mostra degli Uffizi a Santo Stefano di Sessanio
14 ottobre S. Stefano di Sessanio


Santo Stefano di Sessanio è uno delle centinaia di borghi Medievali costituitisi nel periodo dell'incastellamento, che troviamo sulle sommità
delle montagne appenniniche.
Edward Lear, scrittore paesaggista e viaggiatore inglese, a metà dell' 800 ne faceva la seguente descrizione:"Rocca Santo Stefano, un paese senza alcuna risorsa e attaccato scomodamente ad un brullo fianco della montagna". Lo spopolamento (in questo caso quasi integrale) lo accomuna ai tanti altri borghi dell' Appennino nel meridione d'italia. Una emigrazione diretta verso il nuovo mondo che non ha creato il fenomeno di ritorno, ed ha lasciato sospese nel tempo le carattistiche storico-architettoniche e paesaggistiche del borgo.




Obiettivo del nostro Progetto è di fare agenda poltica della tutela di queste integrità, mero retaggio dell' abbandono e dell' emigrazione:
- con un inedito e filologico restauro conservativo per il patrimonio storico minore
- con inediti accordi con gli enti territoriali, fino alla totale inedificabilità. Il borgo che, passato nel tempo da 3000 a 80 anime, non presenta quindi attualmente alcun indice urbanistico per necessitare o giustificare nuovo costruito.

Ad un primo bilancio, oltre all'enorme valore etico e culturale di questo progetto di tutela, Santo Stefano di Sessanio ha avuto la più estesa copertura mediatica di settore nel nostro Paese (fonte: Jennifer Greco all’ epoca corrispondente Financial Times \ Italia e altri).

Ad un secondo bilancio, più consuntivo, il ritorno sul borgo e sul territorio ha mostrato i seguenti andamenti: oltre ad un esponenziale aumento del valore patrimoniale degli immobili, il numero delle attività ricettive è passato da 3 a 20 ( dal 2001 al 2008), il numero delle presenze passa da 285 a 7300 nello stesso periodo.I posti di lavoro dipendente (difficilmente quantificabili date le molteplici forme contrattuali) sono aumentati drammaticamente invertendo quel processo di marginalizzazione e di ‘scesa a valle’ che durava ininterrottamente da oltre un secolo e mezzo e che continua a durare nelle altre aree montane.Le attività di artigianato turistico sono passate da 1 a 17, i punti di ristoro (bar et similia) e i venditori di prodotti tipici sono passati da 1 a 15 (dati forniti dal Comune e dal C.R.E.S.A.).
L’ enorme catastrofe del terremoto del 2009 (Santo Stefano di Sessanio si trova dentro il cratere), ha portato a un a riduzione del 90% degli afflussi turistici nelle aree colpite: l’ attività dell’Albergo Diffuso Sextantio, fatto salvo il periodo di chiusura obbligata per ragioni di sicurezza, non ha visto flessione alcuna.

Si evidenzia inoltre una tipologia di turisti nuova ed articolata (le camere Sextantio si vendono da 220 euro a 450 euro a notte) che si affaccia a questi borghi semi abbandonati in cerca di un’ Italia ancora autentica, caratteristica che man mano si sta perdendo nei borghi storici a tradizione turistica maggiormente consolidata.

Le Montagne del Sud Italia hanno avuto una storia estremamente complessa nell’epoca di Mezzo, sebbene le vestigia di questi trascorsi sia lontana dalle caratteristiche della classicità e dai fasti dei Papi e dei Principi Mecenati, una Storia differente troppo spesso dimenticata che può dare il via ad una nuova tradizione di tutela e di consumo nel Paese dove abbiamo un terzo delle opere mondiali sotto egida Unesco.

Il Progetto di tutela attuato a Santo Stefano di Sessanio, da considerare in sintesi sia per i suoi contenuti sia per i ritorni economici, è un esempio concreto di come la tutela della storia dovrebbe dare il via a iniziative di pianificazione e replicazione, alla luce di numeri il cui significato difficilmente può essere contraddetto.

Lo straordiaria Mostra degli Uffizi a Santo Stefano di Sessanio è la conseguenza più emblematica, in termini qualitativi, di questo ambizioso Progetto ed in questi termini deve essere divulgato il suo significato più profondo.

Daniele Kihlgren

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