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venerdì 6 luglio 2012

PAESI, PASTORI E VIANDANTI


MARMI ANTICHI E VISIONI DIPINTE DAGLI UFFIZI A SANTO STEFANO DI SESSANIO
Santo Stefano di Sessanio (L'Aquila) – dal 7 luglio al 30 settembre 2012

Si rinnova la 'condivisione di affetti' tra Firenze e Santo Stefano di Sessanio. Dal 7 luglio
al 30 settembre 2012, una nuova mostra di opere d’arte dalla Galleria degli Uffizi nel borgo
abruzzese dedicata ai temi del paesaggio e della pastorizia.

La mostra, promossa dagli Uffizi, aspira - come è ormai nell’uso della Galleria - a indirizzare l’attenzione del pubblico verso opere meno celebrate di artisti pur sempre noti e verso creazioni di maestri di minor fama, ma non per questo meno poetici. La scelta delle opere ha un filo conduttore legato a elementi antropologici ma soprattutto celebra l'integrità paesaggistica caratteristica della montagna Abruzzese e in particolare di questo piccolo borgo montano, difesa da tempo dall’amministrazione comunale, dagli enti e dai privati che hanno creduto nella tutela e nella cultura come risorse fondamentali dell’economia locale.

Sono ventinove le opere esposte, provenienti dal patrimonio del museo fiorentino, che andranno a impreziosire la sede municipale (predisposta magistralmente dagli allestitori della stessa Galleria) e alcuni suggestivi e caratteristici locali distribuiti nel centro storico del borgo – Le Carceri e le Botteghe dell’artigianato domestico, dei decotti e dei fermentati, messi a disposizione dall’Albergo Diffuso Sextantio – riproponendo una formula itinerante che la scorsa edizione aveva riscosso un ottimo consenso.

Un'occasione per offrire un percorso di visita più ampio e dettagliato del borgo e consentire di ammirare le magnifiche testimonianze architettoniche lasciate in eredità dall’illustre famiglia fiorentina, tra cui spicca lo stemma dei Medici nella maestosa porta d'ingresso. "Una rassegna inedita, composta di opere che, essendo conservate nelle stanze della riserva degli Uffizi o in luoghi fuori dell’ordinaria frequentazione, sono poco conosciute o addirittura ignote"
~ ANTONIO NATALI, Direttore della Galleria degli Uffizi

Il percorso espositivo si articolerà infatti in tre diversi luoghi del Borgo, ciascuno dei quali presenterà aspetti importanti della realtà rurale: Firenze, il paesaggio e i mestieri legati alla vita montana e contadina.

Il Seicento è il secolo per eccellenza della pittura del paesaggio e gli artisti che maggiormente ritrassero il paesaggio italiano, riuscendone a cogliere la poesia e le infinite sfaccettature, sono per lo più olandesi, fiamminghi, francesi e tedeschi che videro nell’Italia e Roma un soggiorno obbligato per progredire nella loro conoscenza. Mentre per gli Italiani rilevante sarà l’opera di mecenatismo svolta da Cosimo II de’ Medici. Gli artisti si sforzarono di operare distinzioni tra paesaggio "ideale" (o "eroico") e "pastorale", cui si aggiungerà in seguito il sottogenere "veduta", inteso come la rappresentazione obiettiva di una particolare località. Infine preziosi marmi romani avranno il compito di illustrare i sentimenti degli antichi nei riguardi di quegli stessi temi esibiti nei quadri.

Con questa seconda mostra S. Stefano di Sessanio e la Galleria degli Uffizi consolidano il rapporto di collaborazione culturale che ha visto la luce lo con la mostra nel 2011 Condivisione di affetti (14.000 visitatori paganti sia italiani che stranieri) che già nel titolo voleva esprimere non solo gli indissolubili vincoli storici nati con la cessione della Baronia di Carapelle a Francesco de' Medici nel 1573, ma anche la volontà dell’Istituzione museale fiorentina e del Comune di Firenze di contribuire alla rinascita post terremoto del Borgo di S. Stefano di Sessanio:
"Quella tra Firenze e Santo Stefano di Sessanio è una condivisione di affetti che non si esaurisce con questa mostra ma che proseguirà all’insegna della solidarietà e del rafforzamento di questo legame storico straordinario"
~ EUGENIO GIANI, Presidente del Consiglio Comunale di Firenze
"Una collaborazione davvero eccezionale, quella tra la Galleria degli Uffizi e il Comune di Santo Stefano di Sessanio, all’insegna di un’amicizia di ascendenza lontana."
~ CRISTINA ACIDINI, Il Soprintendente per il Polo Museale di Firenze

Il Borgo di S. Stefano di Sessanio da circa un decennio si distingue, nel panorama italiano, per un progetto inedito di tutela del territorio e del patrimonio storico. Il Progetto è stato da sempre fortemente voluto e realizzato da una sinergia straordinaria e alquanto inedita per l’Italia, tra il Comune, il Parco Nazionale Gran Sasso - Monti della Laga, la Regione, privati imprenditori e gli
stessi abitanti del borgo: “Il risultato impressionante ottenuto con la mostra “Condivisione di affetti”
che ha favorito, a più di due anni dal terremoto, la ripresa, per l’intero periodo estivo, delle attività
economiche del borgo, ha consolidato la speranza dei cittadini e rafforzato l’idea che la strada imboccata è quella giusta … Ci auguriamo che la nostra esperienza possa divenire un modello di
sviluppo per tanti borghi colpiti dal sisma e rappresentare un motore di un rinnovato sviluppo sociale ed economico.” (ANTONIO D’ALOISIO, Sindaco di S. Stefano di Sessanio).

Determinante per la realizzazione del Progetto l’impulso, che accompagna lo svolgimento delle politiche culturali ed economiche di S. Stefano di Sessanio, del Comitato per la rinascita di Santo Stefano di Sessanio. "Sono convinto che la cultura e l’arte giochino un ruolo determinante per la
ripresa del nostro territorio colpito dal terremoto. Il patrimonio su cui fondare la rinascita è insito
nella nostra storia, nelle nostre architetture, nella tradizione millenaria e nel nostro inimitabile paesaggio." ~ WALTER MAZZITTI, Presidente

Come anche il lavoro svolto dall'agenzia CARSA di Pescara, che cura l’organizzazione della mostra, di nuovo in prima linea per la valorizzazione territoriale del patrimonio artistico, culturale e ambientale dell’Abruzzo, "L’industria culturale è uno strumento di valorizzazione territoriale estremamente efficace... Condivisione di affetti, ha portato la consapevolezza che una politica culturale basata su eventi di grande qualità è quello che serve per richiamare turisti e rilanciare lo sviluppo della nostra regione" ~ ROBERTO DI VINCENZO, Presidente
“La presenza della galleria degli Uffizi di Firenze è altamente simbolica per appoggiare un Progetto di tutela del nostro patrimonio storico minore e del suo paesaggio che non ha solo valore culturale e deontologico, ma si propone anche come modello di sviluppo per tante aree marginali del nostro paese in cui, ad oggi, si trovano circa 2.000 borghi storici abbandonati e altri 15.000 che hanno le caratteristiche di Santo Stefano di Sessanio (abbandono superiore al 90% della popolazione originaria)”
~ DANIELE KIHLGREN, Presidente Sextantio

Organizzazione e Ufficio Stampa: Carsa Srl
Organizzazione: Monica Carugno – 335.7591348 – monica.carugno@carsa.it
Ufficio Stampa: Ottavia Ricci – 328.4374868 ufficiostampa@comunesantostefanodisessanio.aq.it

COMUNE DI SANTO STEFANO DI SESSANIO
PROVINCIA DI L'AQUILA
Via Benedetta snc – 67020 Santo Stefano di Sessanio
Tel 0862.89203 - Fax 0862.89662
sito internet: www.comunesantostefanodisessanio.aq.it

mercoledì 12 ottobre 2011

QUANDO LA CULTURA GENERA SVILUPPO

L'esempio emblematico della mostra degli Uffizi a Santo Stefano di Sessanio
14 ottobre S. Stefano di Sessanio


Santo Stefano di Sessanio è uno delle centinaia di borghi Medievali costituitisi nel periodo dell'incastellamento, che troviamo sulle sommità
delle montagne appenniniche.
Edward Lear, scrittore paesaggista e viaggiatore inglese, a metà dell' 800 ne faceva la seguente descrizione:"Rocca Santo Stefano, un paese senza alcuna risorsa e attaccato scomodamente ad un brullo fianco della montagna". Lo spopolamento (in questo caso quasi integrale) lo accomuna ai tanti altri borghi dell' Appennino nel meridione d'italia. Una emigrazione diretta verso il nuovo mondo che non ha creato il fenomeno di ritorno, ed ha lasciato sospese nel tempo le carattistiche storico-architettoniche e paesaggistiche del borgo.




Obiettivo del nostro Progetto è di fare agenda poltica della tutela di queste integrità, mero retaggio dell' abbandono e dell' emigrazione:
- con un inedito e filologico restauro conservativo per il patrimonio storico minore
- con inediti accordi con gli enti territoriali, fino alla totale inedificabilità. Il borgo che, passato nel tempo da 3000 a 80 anime, non presenta quindi attualmente alcun indice urbanistico per necessitare o giustificare nuovo costruito.

Ad un primo bilancio, oltre all'enorme valore etico e culturale di questo progetto di tutela, Santo Stefano di Sessanio ha avuto la più estesa copertura mediatica di settore nel nostro Paese (fonte: Jennifer Greco all’ epoca corrispondente Financial Times \ Italia e altri).

Ad un secondo bilancio, più consuntivo, il ritorno sul borgo e sul territorio ha mostrato i seguenti andamenti: oltre ad un esponenziale aumento del valore patrimoniale degli immobili, il numero delle attività ricettive è passato da 3 a 20 ( dal 2001 al 2008), il numero delle presenze passa da 285 a 7300 nello stesso periodo.I posti di lavoro dipendente (difficilmente quantificabili date le molteplici forme contrattuali) sono aumentati drammaticamente invertendo quel processo di marginalizzazione e di ‘scesa a valle’ che durava ininterrottamente da oltre un secolo e mezzo e che continua a durare nelle altre aree montane.Le attività di artigianato turistico sono passate da 1 a 17, i punti di ristoro (bar et similia) e i venditori di prodotti tipici sono passati da 1 a 15 (dati forniti dal Comune e dal C.R.E.S.A.).
L’ enorme catastrofe del terremoto del 2009 (Santo Stefano di Sessanio si trova dentro il cratere), ha portato a un a riduzione del 90% degli afflussi turistici nelle aree colpite: l’ attività dell’Albergo Diffuso Sextantio, fatto salvo il periodo di chiusura obbligata per ragioni di sicurezza, non ha visto flessione alcuna.

Si evidenzia inoltre una tipologia di turisti nuova ed articolata (le camere Sextantio si vendono da 220 euro a 450 euro a notte) che si affaccia a questi borghi semi abbandonati in cerca di un’ Italia ancora autentica, caratteristica che man mano si sta perdendo nei borghi storici a tradizione turistica maggiormente consolidata.

Le Montagne del Sud Italia hanno avuto una storia estremamente complessa nell’epoca di Mezzo, sebbene le vestigia di questi trascorsi sia lontana dalle caratteristiche della classicità e dai fasti dei Papi e dei Principi Mecenati, una Storia differente troppo spesso dimenticata che può dare il via ad una nuova tradizione di tutela e di consumo nel Paese dove abbiamo un terzo delle opere mondiali sotto egida Unesco.

Il Progetto di tutela attuato a Santo Stefano di Sessanio, da considerare in sintesi sia per i suoi contenuti sia per i ritorni economici, è un esempio concreto di come la tutela della storia dovrebbe dare il via a iniziative di pianificazione e replicazione, alla luce di numeri il cui significato difficilmente può essere contraddetto.

Lo straordiaria Mostra degli Uffizi a Santo Stefano di Sessanio è la conseguenza più emblematica, in termini qualitativi, di questo ambizioso Progetto ed in questi termini deve essere divulgato il suo significato più profondo.

Daniele Kihlgren

domenica 7 agosto 2011

Mostra "Condivisione di Affetti"

Dal 27 luglio al 30 settembre, opere d’arte dalla Galleria degli Uffizi in mostra nel borgo abruzzese di Santo Stefano di Sessanio, simbolo del programma di recupero dei borghi dell’aquilano devastati dal terremoto del 2009.


Una grande Mostra di opere d’arte della Galleria degli Uffizi di Firenze, allestita per due mesi a Santo Stefano di Sessanio (AQ), custode da sempre di uno dei simboli delle testimonianze architettoniche lasciate in eredità dalla storica famiglia fiorentina agli abruzzesi e agli italiani: la torre dei Medici.

L’evento, promosso dal Comune di Santo Stefano di Sessanio e la Galleria degli Uffizi, si inserisce nei programmi di recupero dei borghi dell’aquilano devastati dal terribile sisma del 2009, offrendo un supporto e un’occasione di rinascita importante per il turismo nel nostro territorio. Un’iniziativa di rilancio turistico e valorizzazione che vede il nuovo Sindaco Antonio D’Aloisio, tutta la Giunta comunale e gli abitanti dello splendido borgo mediceo accomunati in uno sforzo comune per permettere a questo grande evento di essere realizzato, nonostante le grandi difficoltà logistiche ed economiche da affrontare.

ALBERGO DIFFUSO: un modello internazionale per il recupero e la valorizzazione dei borghi antichi.

Un percorso che vede nuovamente in prima fila il giovane imprenditore Daniele Kihlgren che nel 2004 ha deciso di investire sul patrimonio artistico e ambientale di Santo Stefano di Sessanio, acquistando una parte del borgo per realizzarci un “albergo diffuso”. Un proficuo “incontro” tra pubblico e privato (Comune, Ente Parco e Sextantio), sancito dalla Carta dei Valori, divenuto negli ultimi anni un significativo modello di sviluppo internazionale per tanti borghi storici abbandonati o spopolati, e che ha fatto di Santo Stefano uno dei luoghi più famosi d’Italia e apprezzato a livello internazionale, divenendo l’ormai noto “modello Santo Stefano di Sessanio”.

In mostra prestigiose opere che ripercorrono i secoli della tradizione figurativa: dall’antichità al Novecento.

La mostra “Condivisioni Di Affetti,” si inserisce in questo contesto con un significativo valore culturale e scientifico, garantito dal “marchio di fabbrica” testimoniato dal prestigio della Galleria degli Uffizi e del suo direttore, nonché curatore della mostra, Antonio Natali. Opere di pregio provenienti dal patrimonio del museo fiorentino, che spaziano dall’antichità al Novecento, attraversando i secoli grandi della tradizione figurativa, con un’attenzione particolare a quella fiorentina. Tante le opere interessanti da guardare con attenzione. La “Madonna della Gatta”, ritratto del ’600 di Federico Barocci, scelto anche come immagine di presentazione della mostra; il Ritratto di Sisto IV di Tiziano; la “Madonna col Bambino e i Santi Martino e Dorotea”, del pittore del ’500 Benvenuto Tisi detto Garofalo; i ritratti a Luce e Elica Balla dell’artista dei primi del Novecento, Giacomo Balla.

Determinante l’impulso del COMITATO presieduto da Walter Mazzitti.

La mostra, nata con l’impulso determinate del Comitato per il rilancio di Santo Stefano di Sessanio presieduto da Walter Mazzitti, è concretamente, così come sottolinea il titolo stesso della manifestazione, una condivisione di affetti tra la città di Firenze e il borgo abruzzese. Entrambe vittime di due eventi che hanno provocato lutti e dolore. A Firenze una bomba, in via dei Georgofili, ferì in maniera crudele e senza giustificazione alcuna uno dei simboli dell’Italia nel mondo, la Galleria degli Uffizi, a Santo Stefano di Sessanio, un evento naturale, il terremoto, ha cambiato la geografia dei luoghi.


ANTONIO NATALI: “Ogni opera d’arte corrisponde a un sentimento, a una condivisione di affetti”.

Le opere, come sottolineato da Antonio Natali, Direttore della Galleria degli Uffizi “nel 2003 furono in gran parte esposte agli Uffizi, nella sala delle Reali Poste, in una mostra che volli intitolare Inventario di affetti, perché si trattava per lo più di acquisizioni nuove e dunque di nuovi numeri inventariali; e però ognuno di quei numeri corrispondeva più a un sentimento che a un manufatto. Sicché oggi – ha concluso Natali – mutata l’occasione, ma pur sempre di sentimenti trattandosi, il titolo s’è di poco variato e in epigrafe s’è voluto fosse scritto: “Condivisione di affetti”. L’evento è perciò un segno concreto di solidarietà da parte del prestigioso museo fiorentino nei confronti d’un luogo d’incanto, Santo Stefano di Sessanio, stretto da un legame indissolubile con la città di Firenze. Il borgo fu territorio di dominio della Famiglia dei Medici nel Rinascimento e proprio in questo periodo raggiunse il suo massimo splendore come base operativa della Signoria di Firenze per il commercio della lana “carfagna”, qui prodotta e poi lavorata in Toscana, venduta in tutta Europa.

LA TORRE DEI MEDICI: simbolo da recuperare di Santo Stefano di Sessanio e dell’indissolubile legame con la città di Firenze

Testimonianza di questa storia è la Torre Medicea, simbolo del paese, andata purtroppo distrutta durante il sisma del 6 aprile 2009 assieme ad altre autentiche perle dell’architettura aquilana. Interi borghi, testimoni di una storia millenaria tra le vette del Gran Sasso d’Italia e del Sirente-Velino, fortificazioni, chiese e palazzi storici, letteralmente sgretolati e trasformati, emblema oggi della distruzione di un patrimonio di cultura e di arte tra i più belli d’Italia.

LA MOSTRA SARA’ APERTA DAL 28 LUGLIO AL 30 SETTEMBRE.

La mostra, che sarà aperta al pubblico dal 28 luglio, e che chiuderà i battenti il 30 settembre, è allestita nell’edificio comunale e in alcune caratteristiche sale del borgo mediceo, Le Carceri e le Botteghe dell’artigianato domestico, dei decotti e dei fermentati, dove sarà possibile ammirare le pregevoli opere d’arte, i dipinti e le sculture, facenti parte di una mostra (opportunamente rivisitata) già realizzata per celebrare il restauro di quella parte degli Uffizi che in via dei Georgofili, fu seriamente danneggiata da un attentato terroristico.

UN PRIMO PASSO VERSO IL GEMELLAGGIO CULTURALE TRA SANTO STEFANO DI SESSANIO E FIRENZE.

A sostegno della manifestazione culturale, tra le più prestigiose dell’estate abruzzese, contributi pubblici e privati.

La mostra “Condivisione di Affetti” è il primo passo di un percorso che funge da apripista a una serie di manifestazioni che vedranno i due comuni impegnati insieme per rendere più solido nel tempo un rapporto sancito nel periodo più importante dell’intera storia di Firenze. Prossimo appuntamento potrebbe essere infatti un gemellaggio culturale tra i due comuni proprio all’insegna della solidarietà. Un gemellaggio già caldeggiato dalle varie Amministrazioni che si sono succedute dall’inizio degli anni 2000 e confermato dall’interesse manifestato dall’Amministrazione fiorentina nei giorni successivi al terremoto per sostenere economicamente proprio la ricostruzione della Torre medicea di Santo Stefano di Sessanio. Una manifestazione quindi ricca di spunti che si presta a tante e diverse narrazioni, a tanti e doverosi ringraziamenti. Il primo dei quali è indirizzato alle istituzioni pubbliche e alle aziende private che hanno reso possibile la realizzazione di questo evento. Grazie a un’integrazione di contributi pubblici e privati infatti, "Condivisione di Affetti" vedrà la luce il 27 di luglio e nel ringraziare Costruzioni Iannini, Ziaca 2, Mirror Foundation ed Enel, intendiamo ringraziare tutti coloro che hanno generosamente contribuito alla realizzazione di questo evento culturale che già si segnala come uno dei più importanti dell’estate abruzzese.

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L’organizzazione dell’evento è curata dal Comune di Santo Stefano di Sessanio, dal Comitato per il rilancio di Santo Stefano, e CARSA the Thinking Company.

Per informazioni: Comune di Santo Stefano di Sessanio (AQ)
Via Benedetta
te. +39 347 2406954

Apertura:
tutti i giorni dalle ore 10:30 alle 20:30
Ingresso: €5,00

Per informazioni sul progetto Sextantio:
Sextantio S.p.a.
Tel. 0862.899112 – fax 0862.899656
malto: kihlgren@sextantio.it

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