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domenica 5 agosto 2012

La "tessitura" dei rapporti di qualità

 Sicuramente alla base del progetto Sextantio c'è un continuo lavoro di "tessitura" di relazioni di qualità.

 Daniele Kihlgren, crede nella terra d'Abruzzo quanto i cercatori d'oro che si allontanavano per anni dalle loro famiglie alla ricerca del prezioso metallo.

 L'Abruzzo, per certi versi, è come un fiume che nasconde l'oro, lo mostra e lo regala solo a chi ha la curiosità di cercarlo e la costanza di volerlo, questa terra fa lo stesso con i suoi tesori, nasconde i più preziosi tra le montagne, nei luoghi più impervi, come Santo Stefano di Sessanio e Niko Romito.

 Dopo il connubio enoico tra Sextantio e la Cantina Valentini, si intensificano i rapporti con Niko Romito, con la sua nuova sfida: CasaDonna.

 CasaDonna è un'antico monastero, databile al '500, restaurato rispettando l'equilibrio dei materiali, pietra, legno, degli odori, la cera d'api per trattare le pareti. Niko Romito non poteva fare altrimenti, per lui che, gli odori e "i materiali" della terra sono la base della sua passione e della sua continua ricerca, con la continua voglia di esaltare la sua terra a modo suo, nella sua cucina, regalando sensazioni forti ed uniche.

 Niko Romito e Daniele Kihlgren sono amici da sempre, quando personaggi di simil spessore credono nella stessa terra, esaltandola in modi diversi ma, complementari, possono nascere Emozioni nel vivere un' Abruzzo racchiuso tra Castel di Sangro e Santo Stefano di Sessanio.

 Un soggiorno presso CasaDonna, per lasciarsi stupire fin dalla mattina con la colazione firmata Romito, aspettando la cena presso il Ristorante Reale, scoprendo i servizi che offre la struttura CasaDonna.

 Poi raggiungere Santo Stefano di Sessanio ed entrare nel mondo Sextantio, fatto di dettagli, muri anneriti, colazioni contadine. Anche qui la cucina di Santo Stefano, il Ristorante La Locanda Sotto Gli Archi, le ricerche del Museo delle Genti D'Abruzzo, il ricettario di Nunzia Taraschi, il recupero di antiche granelle e verdure, l'Azienda Agricola di Kihlgren.

 Quando nascono questo tipo di iniziative chi ne beneficia realmente è l'Abruzzo di qualità, per cui andrebbero solo promosse ed incentivate, a tutti i livelli.

 Di seguito i link con l'offerta e tutti i dettagli informativi.

http://www.casadonna.it/doc/casadonna_esperienze.pdf
http://www.sextantio.it/santo-stefano/?lang=it


mercoledì 12 ottobre 2011

QUANDO LA CULTURA GENERA SVILUPPO

L'esempio emblematico della mostra degli Uffizi a Santo Stefano di Sessanio
14 ottobre S. Stefano di Sessanio


Santo Stefano di Sessanio è uno delle centinaia di borghi Medievali costituitisi nel periodo dell'incastellamento, che troviamo sulle sommità
delle montagne appenniniche.
Edward Lear, scrittore paesaggista e viaggiatore inglese, a metà dell' 800 ne faceva la seguente descrizione:"Rocca Santo Stefano, un paese senza alcuna risorsa e attaccato scomodamente ad un brullo fianco della montagna". Lo spopolamento (in questo caso quasi integrale) lo accomuna ai tanti altri borghi dell' Appennino nel meridione d'italia. Una emigrazione diretta verso il nuovo mondo che non ha creato il fenomeno di ritorno, ed ha lasciato sospese nel tempo le carattistiche storico-architettoniche e paesaggistiche del borgo.




Obiettivo del nostro Progetto è di fare agenda poltica della tutela di queste integrità, mero retaggio dell' abbandono e dell' emigrazione:
- con un inedito e filologico restauro conservativo per il patrimonio storico minore
- con inediti accordi con gli enti territoriali, fino alla totale inedificabilità. Il borgo che, passato nel tempo da 3000 a 80 anime, non presenta quindi attualmente alcun indice urbanistico per necessitare o giustificare nuovo costruito.

Ad un primo bilancio, oltre all'enorme valore etico e culturale di questo progetto di tutela, Santo Stefano di Sessanio ha avuto la più estesa copertura mediatica di settore nel nostro Paese (fonte: Jennifer Greco all’ epoca corrispondente Financial Times \ Italia e altri).

Ad un secondo bilancio, più consuntivo, il ritorno sul borgo e sul territorio ha mostrato i seguenti andamenti: oltre ad un esponenziale aumento del valore patrimoniale degli immobili, il numero delle attività ricettive è passato da 3 a 20 ( dal 2001 al 2008), il numero delle presenze passa da 285 a 7300 nello stesso periodo.I posti di lavoro dipendente (difficilmente quantificabili date le molteplici forme contrattuali) sono aumentati drammaticamente invertendo quel processo di marginalizzazione e di ‘scesa a valle’ che durava ininterrottamente da oltre un secolo e mezzo e che continua a durare nelle altre aree montane.Le attività di artigianato turistico sono passate da 1 a 17, i punti di ristoro (bar et similia) e i venditori di prodotti tipici sono passati da 1 a 15 (dati forniti dal Comune e dal C.R.E.S.A.).
L’ enorme catastrofe del terremoto del 2009 (Santo Stefano di Sessanio si trova dentro il cratere), ha portato a un a riduzione del 90% degli afflussi turistici nelle aree colpite: l’ attività dell’Albergo Diffuso Sextantio, fatto salvo il periodo di chiusura obbligata per ragioni di sicurezza, non ha visto flessione alcuna.

Si evidenzia inoltre una tipologia di turisti nuova ed articolata (le camere Sextantio si vendono da 220 euro a 450 euro a notte) che si affaccia a questi borghi semi abbandonati in cerca di un’ Italia ancora autentica, caratteristica che man mano si sta perdendo nei borghi storici a tradizione turistica maggiormente consolidata.

Le Montagne del Sud Italia hanno avuto una storia estremamente complessa nell’epoca di Mezzo, sebbene le vestigia di questi trascorsi sia lontana dalle caratteristiche della classicità e dai fasti dei Papi e dei Principi Mecenati, una Storia differente troppo spesso dimenticata che può dare il via ad una nuova tradizione di tutela e di consumo nel Paese dove abbiamo un terzo delle opere mondiali sotto egida Unesco.

Il Progetto di tutela attuato a Santo Stefano di Sessanio, da considerare in sintesi sia per i suoi contenuti sia per i ritorni economici, è un esempio concreto di come la tutela della storia dovrebbe dare il via a iniziative di pianificazione e replicazione, alla luce di numeri il cui significato difficilmente può essere contraddetto.

Lo straordiaria Mostra degli Uffizi a Santo Stefano di Sessanio è la conseguenza più emblematica, in termini qualitativi, di questo ambizioso Progetto ed in questi termini deve essere divulgato il suo significato più profondo.

Daniele Kihlgren

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