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domenica 5 agosto 2012
Sextantio Le grotte della Civita: il mulo, perchè no?
Matera, i sassi, la vergogna dell'Italia. Non parliamo di 2000 anni fa, ma parliamo di 60 anni fa, circa.
Quando De Gasperi, nel 1952 firmò la legge per lo sfollamento coatto dei Sassi di Matera, ci furono reazioni diverse nella popolazione lucana.
Alcuni erano spaventati da tutta quella modernità, la luce, l'acqua, il bagno, tutto in casa! Altri erano entusiasti del cambiamento, tanto da scappare dalle loro casa-grotta.
Per 41 anni, i Sassi divennero quartiere simbolo di degrado, i materani ebbero un rifiuto per ciò che li aveva fatti vergognare agli occhi di tutta l'Italia, nessuno "scendeva" più nei Sassi.
Perché farlo? La vita nei Sassi era fatica, stenti, non esistevano strade percoribili con alcun mezzo, solo a piedi e con i muli. Un'unica vera strada, Via Madonna delle Virtù, che "abbraccia" i Sassi, nella loro parte più bassa, quasi a reggerli per non farli sprofondare nella Gravina.
Nel 1993 l'UNESCO sancisce l'unicità ai Sassi, ed oggi, grazie ad un sistema di sub-concessioni date dalla Città di Matera a privati che presentano progetti di riqualificazione, stanno attraversando un nuovo periodo di splendore.
Molte le strutture turistico-ricettive al loro interno, bar, ristoranti, alberghi.
Sextantio Le Grotte della Civita, rappresenta ad oggi la più grande sub-concessione conferita ad un privato, nonché spazio che gode di una vista unica con la Murgia Matera che s'impone agli occhi degli ospiti.
Daniele Kihlgren, qui ha dovuto fare ben poco, vista l'atricolazione delle Grotte stesse, spazi ricchi di nicchie e cunicoli, che potevano solo essere esaltati nel loro minimalismo.
I mobili escono dalle pareti per non rompere la disordinata continuità delle stesse.
Come sempre l'obiettivo Sextantio è riproporre la storia dei luoghi, l' emozione di poter fruire di un patrimonio minore, ma non per questo meno importante del patrimonio classico.
In tale contesto la riproposizione delle abitudini di vita materana, in chiave "turistica" non poteva mancare e perchè non fare la passaggiata sul mulo!
Oltre a tutti gli eventi che Matera propone, Sextantio Le Grotte della Civita, amplia l'offerta per i suoi clienti, con attività culturali, benessere, gastronomiche. La caratteristica di Sextantio Le Grotte della Civita è cucire il soggiorno intorno alle esigenze del cliente.
Di seguito il link con le informazioni degli eventi a Matera per il mese di Agosto e per l'esperienza della passagiata sul mulo!
http://www.sextantio.it/grotte-civita/?lang=it
lunedì 19 dicembre 2011
Natività in mostra a Santo Stefano di Sessanio
Tre sculture e un dipinto dal Museo Nazionale d'Abruzzo
Dal 21 dicembre 2011 all'8 gennaio 2012 le botteghe dell’Albergo Diffuso Sextantio, le stesse utilizzate di recente per la mostra degli Uffizi, ospitano alcune opere provenienti dal Museo Nazionale d’Abruzzo, avvio di una collaborazione pubblico-privato che sarà coronata da ulteriori appuntamenti nel prossimo anno. Oltre alle sculture del Presepe di San Buono (secc. XIV-XVI) e al dipinto con l’Adorazione dei pastori, capolavoro autografo di Bernardo Cavallino databile al 1640 circa, viene proposto un audiovisivo che illustra le più notevoli scene della Nascita di Cristo, attraverso i capolavori dell’Arte in Abruzzo tra Medioevo e Rinascimento. La Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici, con questa iniziativa avviata d’intesa con la Direzione Regionale, intende essere soggetto attivo nel promuovere un nuovo modello di sviluppo per l’Abruzzo che si fonda sulla tutela dei propri patrimoni culturali. Un modello di sviluppo tanto più importante, in quanto proposto in un momento di crisi globale e dopo il terremoto del 2009. La valenza culturale di questo modello ha fatto si che un piccolo borgo montano semisconosciuto si sia configurato negli ultimi anni come meta privilegiata di una nuova tipologia di turista che ricerca da sempre l’Italia autentica e il suo patrimonio storico, artistico e etnoantropologico.
Un pensoso gentiluomo nei panni di San Giuseppe, una giovanetta bionda nelle vesti della Madonna orante, e uno zampognaro dai tratti orientali, realizzati in tempi diversi tra la fine del Trecento e gli esordi del Cinquecento, compongono un importante insieme noto agli studi come Presepe di Atessa, ma in realtà appartenuto alla chiesa di San Lorenzo martire di San Buono; è di proprietà statale perché acquistato dal Ministero nel 1938 per evitarne la dispersione sul mercato antiquario, già autorizzata dall’autorità ecclesiastica e permessa dalla normativa allora vigente. Conservate fino al momento del sisma nel Museo Nazionale d’Abruzzo, le tre sculture lignee evidenziano, anche se parzialmente alterata, la cromia originale che nelle due figure principali è impreziosita da raffinate decorazioni in oro. Questa sofisticata tecnica si è diffusa in Abruzzo soprattutto nel corso del Rinascimento, attestata nei lavori di maggiore prestigio dove abili doratori affiancavano esperti maestri intagliatori per impreziosire e rendere evanescente la fisicità umana di queste opere dal modellato pregevole e insistito. L’usanza di dotare le chiese con presepi formati da sculture a tutto tondo comincia a diffondersi in ambito francescano nelle regioni meridionali sin dal secolo XIV; l’iconografia della Vergine Maria devotamente assorta in preghiera peraltro ben interpreta il messaggio di spiritualità particolarmente caro ai frati dell’Osservanza seguaci di San Bernardino da Siena.
Il lume di una candela sembra entrare nell’antro buio per rischiare con un intenso cono di luce la Madonna e il Bambino Gesù appena nato, veri protagonisti del Natale. Fanno corona gli altri attori, gli uomini di buona volontà accorsi per primi all’annuncio, con le loro greggi. Forse più di ogni altro tema, quello dell’ Adorazione dei pastori appare in perfetta sintonia con la vocazione agro pastorale dell’Abruzzo, manifestatasi all’interno di una economia che ha avuto per molti secoli nel commercio della lana un assoluto punto di forza e nella transumanza un percorso stagionale che affiancava al pascolo delle pecore la trasmissione dei saperi, grazie ai contatti culturali e sociali, favoriti dalle soste ristoratrici lungo un tracciato il quale era lo stesso frequentato dai pellegrini e dai mercanti che risalivano la penisola da Oriente verso Occidente, dal Meridione verso Settentrione, e viceversa. Il dipinto qui esposto, pervenuto al Museo Nazionale d’Abruzzo attraverso la donazione Cappelli, è un mirabile esempio della pittura napoletana, cosiddetta ‘a passo ridotto’ per distinguere questa definizione delle figure in un formato piccolo, adatta per i quadri destinati alla devozione domestica, da quella a figure grandi più consona alle pale d’altare. Specialista di questa tipologia, particolarmente apprezzata nel Seicento dalla nobiltà e dai viceré che si avvicendarono alla guida del Regno di Napoli, è stato il pittore napoletano Bernardo Cavallino, abilissimo nel far emergere dall’ombra figure eleganti e delicate intrise di luce con tocchi di colore e spettacolari rialzi in bianco.
La mostra promossa e organizzata da Sextantio Albergo Diffuso e dalla Soprintendenza BSAE dell’Abruzzo, è stata resa possibile grazie al fondamentale contributo di Maurizio Polisini, EdilCostruzione Group, s.r.l.
INAUGURAZIONE E PRESENTAZIONE 21 dicembre 2011, ore 11.00
Intervengono: Fabrizio Magani, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo, Lucia Arbace, Soprintendente per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo, Luigi De Fanis, Assessore alla Cultura della Regione Abruzzo, Mauro di Dalmazio, Assessore al Turismo della Regione Abruzzo, Antonio D’Aloisio, Sindaco di Santo Stefano di Sessanio e Daniele Kihlgren, Amministratore di Sextantio Albergo Diffuso.
Nelle botteghe dell’artigianato domestico dal 21 dicembre 2011 all’ 8 gennaio 2012
Orario: 10.00 – 13.00 / 15.00 – 20.00
Dal 21 dicembre 2011 all'8 gennaio 2012 le botteghe dell’Albergo Diffuso Sextantio, le stesse utilizzate di recente per la mostra degli Uffizi, ospitano alcune opere provenienti dal Museo Nazionale d’Abruzzo, avvio di una collaborazione pubblico-privato che sarà coronata da ulteriori appuntamenti nel prossimo anno. Oltre alle sculture del Presepe di San Buono (secc. XIV-XVI) e al dipinto con l’Adorazione dei pastori, capolavoro autografo di Bernardo Cavallino databile al 1640 circa, viene proposto un audiovisivo che illustra le più notevoli scene della Nascita di Cristo, attraverso i capolavori dell’Arte in Abruzzo tra Medioevo e Rinascimento. La Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici, con questa iniziativa avviata d’intesa con la Direzione Regionale, intende essere soggetto attivo nel promuovere un nuovo modello di sviluppo per l’Abruzzo che si fonda sulla tutela dei propri patrimoni culturali. Un modello di sviluppo tanto più importante, in quanto proposto in un momento di crisi globale e dopo il terremoto del 2009. La valenza culturale di questo modello ha fatto si che un piccolo borgo montano semisconosciuto si sia configurato negli ultimi anni come meta privilegiata di una nuova tipologia di turista che ricerca da sempre l’Italia autentica e il suo patrimonio storico, artistico e etnoantropologico.
Un pensoso gentiluomo nei panni di San Giuseppe, una giovanetta bionda nelle vesti della Madonna orante, e uno zampognaro dai tratti orientali, realizzati in tempi diversi tra la fine del Trecento e gli esordi del Cinquecento, compongono un importante insieme noto agli studi come Presepe di Atessa, ma in realtà appartenuto alla chiesa di San Lorenzo martire di San Buono; è di proprietà statale perché acquistato dal Ministero nel 1938 per evitarne la dispersione sul mercato antiquario, già autorizzata dall’autorità ecclesiastica e permessa dalla normativa allora vigente. Conservate fino al momento del sisma nel Museo Nazionale d’Abruzzo, le tre sculture lignee evidenziano, anche se parzialmente alterata, la cromia originale che nelle due figure principali è impreziosita da raffinate decorazioni in oro. Questa sofisticata tecnica si è diffusa in Abruzzo soprattutto nel corso del Rinascimento, attestata nei lavori di maggiore prestigio dove abili doratori affiancavano esperti maestri intagliatori per impreziosire e rendere evanescente la fisicità umana di queste opere dal modellato pregevole e insistito. L’usanza di dotare le chiese con presepi formati da sculture a tutto tondo comincia a diffondersi in ambito francescano nelle regioni meridionali sin dal secolo XIV; l’iconografia della Vergine Maria devotamente assorta in preghiera peraltro ben interpreta il messaggio di spiritualità particolarmente caro ai frati dell’Osservanza seguaci di San Bernardino da Siena.
Il lume di una candela sembra entrare nell’antro buio per rischiare con un intenso cono di luce la Madonna e il Bambino Gesù appena nato, veri protagonisti del Natale. Fanno corona gli altri attori, gli uomini di buona volontà accorsi per primi all’annuncio, con le loro greggi. Forse più di ogni altro tema, quello dell’ Adorazione dei pastori appare in perfetta sintonia con la vocazione agro pastorale dell’Abruzzo, manifestatasi all’interno di una economia che ha avuto per molti secoli nel commercio della lana un assoluto punto di forza e nella transumanza un percorso stagionale che affiancava al pascolo delle pecore la trasmissione dei saperi, grazie ai contatti culturali e sociali, favoriti dalle soste ristoratrici lungo un tracciato il quale era lo stesso frequentato dai pellegrini e dai mercanti che risalivano la penisola da Oriente verso Occidente, dal Meridione verso Settentrione, e viceversa. Il dipinto qui esposto, pervenuto al Museo Nazionale d’Abruzzo attraverso la donazione Cappelli, è un mirabile esempio della pittura napoletana, cosiddetta ‘a passo ridotto’ per distinguere questa definizione delle figure in un formato piccolo, adatta per i quadri destinati alla devozione domestica, da quella a figure grandi più consona alle pale d’altare. Specialista di questa tipologia, particolarmente apprezzata nel Seicento dalla nobiltà e dai viceré che si avvicendarono alla guida del Regno di Napoli, è stato il pittore napoletano Bernardo Cavallino, abilissimo nel far emergere dall’ombra figure eleganti e delicate intrise di luce con tocchi di colore e spettacolari rialzi in bianco.
(L. A.)
La mostra promossa e organizzata da Sextantio Albergo Diffuso e dalla Soprintendenza BSAE dell’Abruzzo, è stata resa possibile grazie al fondamentale contributo di Maurizio Polisini, EdilCostruzione Group, s.r.l.
INAUGURAZIONE E PRESENTAZIONE 21 dicembre 2011, ore 11.00
Intervengono: Fabrizio Magani, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo, Lucia Arbace, Soprintendente per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo, Luigi De Fanis, Assessore alla Cultura della Regione Abruzzo, Mauro di Dalmazio, Assessore al Turismo della Regione Abruzzo, Antonio D’Aloisio, Sindaco di Santo Stefano di Sessanio e Daniele Kihlgren, Amministratore di Sextantio Albergo Diffuso.
Nelle botteghe dell’artigianato domestico dal 21 dicembre 2011 all’ 8 gennaio 2012
Orario: 10.00 – 13.00 / 15.00 – 20.00
giovedì 22 settembre 2011
Sextantio e le Giornate Europee per il Patrimonio
Sabato e Domenica 24 e 25 settembre 2011 ~ Concerto
Sextantio partecipa insieme alla Società Aquilana Concerti Bonaventura Barattelli alle Giornate Europee per il Patrimonio, promosse dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali
L’iniziativa, nata nel 1954 e dal 1999 azione congiunta del Consiglio Europeo e della Commissione, ha l’intento di potenziare e favorire il dialogo e lo scambio culturale, al fine di aumentare la consapevolezza dei cittadini nei confronti della grande ricchezza che la diversità culturale genera all’interno dell'Europa. Quest’anno l’Italia partecipa con lo slogan “Italia tesoro d’Europa”, per sottolineare l’importanza della cultura italiana, patrimonio europeo. Per due giorni i luoghi del Patrimonio culturale italiano saranno aperti gratuitamente.
Sextantio, grazie al suo progetto di recupero del Borgo di S. Stefano di Sessanio (Aq), partecipa all’evento mettendo a disposizione il suo spazio eventi‐sala concerti, L’Opifico sotto gli Archi, ospitando l’Ente musicale dell’Aquila B. Barattelli con un concerto dedicato al “Primo seicento italiano”, musiche di Frescobaldi, Rossi, Storace, Banchieri e altri.
La mission di Sextantio, da oltre un decennio, è di salvare l’identità territoriali in tutte le sue declinazioni: Paesaggio–Storia–Architettura; dagli arredi locali fino alle culture materiali, dall’artigianato domestico al cibo. L’intervento progettuale sul borgo di S. Stefano di Sessanio è avvenuto in maniera inedita.
Si è volontariamente e categoricamente escluso di costruire ex‐novo evitando tutte quelle profonde violazione dei patrimoni e delle culture locali, regolarmente e sistematicamente avvenute, con la ridestinazione turistica dei borghi storici.
Il tentativo di questo progetto è infatti di dimostrare che l’approccio filologico di conservazione del patrimonio locale, portato alle sue più estreme conseguenze, oltre ad un valore in sé, ha anche un significato economico nel medio/ lungo periodo.
Nella tendenza del mercato globale a deprivare i luoghi della propria identità, a fagocitare tutto quello che non è chiaramente tutelato, si potrebbero cercare delle coraggiose politiche di salvaguardia proprio in quei luoghi della “marginalità”, quale sono tanta parte dell’Appennino meridionale, dove l’abbandono, il sottosviluppo, un’emigrazione senza ritorno hanno permesso di conservare inalterati territori ricchi di vestigia delle passate civiltà e di culture sopravvissute fino ad un passato molto recente.
Sextantio partecipa insieme alla Società Aquilana Concerti Bonaventura Barattelli alle Giornate Europee per il Patrimonio, promosse dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali
L’iniziativa, nata nel 1954 e dal 1999 azione congiunta del Consiglio Europeo e della Commissione, ha l’intento di potenziare e favorire il dialogo e lo scambio culturale, al fine di aumentare la consapevolezza dei cittadini nei confronti della grande ricchezza che la diversità culturale genera all’interno dell'Europa. Quest’anno l’Italia partecipa con lo slogan “Italia tesoro d’Europa”, per sottolineare l’importanza della cultura italiana, patrimonio europeo. Per due giorni i luoghi del Patrimonio culturale italiano saranno aperti gratuitamente.
Sextantio, grazie al suo progetto di recupero del Borgo di S. Stefano di Sessanio (Aq), partecipa all’evento mettendo a disposizione il suo spazio eventi‐sala concerti, L’Opifico sotto gli Archi, ospitando l’Ente musicale dell’Aquila B. Barattelli con un concerto dedicato al “Primo seicento italiano”, musiche di Frescobaldi, Rossi, Storace, Banchieri e altri.
La mission di Sextantio, da oltre un decennio, è di salvare l’identità territoriali in tutte le sue declinazioni: Paesaggio–Storia–Architettura; dagli arredi locali fino alle culture materiali, dall’artigianato domestico al cibo. L’intervento progettuale sul borgo di S. Stefano di Sessanio è avvenuto in maniera inedita.
Si è volontariamente e categoricamente escluso di costruire ex‐novo evitando tutte quelle profonde violazione dei patrimoni e delle culture locali, regolarmente e sistematicamente avvenute, con la ridestinazione turistica dei borghi storici.
Il tentativo di questo progetto è infatti di dimostrare che l’approccio filologico di conservazione del patrimonio locale, portato alle sue più estreme conseguenze, oltre ad un valore in sé, ha anche un significato economico nel medio/ lungo periodo.
Nella tendenza del mercato globale a deprivare i luoghi della propria identità, a fagocitare tutto quello che non è chiaramente tutelato, si potrebbero cercare delle coraggiose politiche di salvaguardia proprio in quei luoghi della “marginalità”, quale sono tanta parte dell’Appennino meridionale, dove l’abbandono, il sottosviluppo, un’emigrazione senza ritorno hanno permesso di conservare inalterati territori ricchi di vestigia delle passate civiltà e di culture sopravvissute fino ad un passato molto recente.
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| Maestro Massomo Salcito in concerto il 25 settembre 2011 |
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giovedì 1 settembre 2011
TANGO DREAM...a Maurizio
di Maria Cristina Giambruno e Francesca La Cava
una produzione Gruppo e-MOTION
Tango Dream è un viaggio-spettacolo intorno al tango e alle sue suggestioni che trasformerà i luoghi in cui verrà allestito in barrios argentini, ricordando la vita trascorsa lontano dalla terra natia, lo scorrere dei momenti, il tempo della memoria, il tempo come fluire della musica nelle milonghe. Partendo dalle poesie di Jorge Luis Borges, passando per Alda Merini e Federico García Lorca sino a quelle dell’aquilano Maurizio Cerini, e facendo vivere insieme prosa, danza, canto e musica, lo spettacolo racconta storie di etnie diverse e terre remote unite dal tango, “un pensiero triste espresso in forma di danza” che, attraversando anime e corpi, accomuna le esperienze di ciascuno.
Tango Dream è una produzione che nasce all’Aquila e qui è fortemente radicata, per questo la scelta drammaturgica è ricaduta sulle quelle liriche che raccontano l’orgoglio per la propria città ma anche lo smarrimento, il distacco e lo straniamento, tutte sensazioni che i cittadini aquilani vivono fortemente dopo il trauma del sisma del 2009. “Dove saranno? - scrive Borges in “Il tango” - Chiede l'elegia/ di quelli che oramai non sono più,/ come esistesse un luogo dove l'Ieri/ possa esser l'Oggi, l'esser Ancora, il Sempre”. Analogamente, nasce dalla voglia di far rivivere il martoriato centro storico aquilano l’idea di rappresentare la produzione non in una sala teatrale ma nel chiostro di San Domenico, una delle chiese simbolo della città. L’obiettivo è quello di restituire L’Aquila ai suoi cittadini e a tutti coloro che arriveranno sul territorio in occasione dell’evento, donando così nuova centralità all’identità culturale del luogo e delle genti che lo abitano.
Drammaturgia e regia sono di Maria Cristina Giambruno, mentre Francesca La Cava firma concept danza e coreografia, scene e costumi sono di Chiara Defant e il disegno luci è ad opera di Stefano Pirandello. In scena - accompagnati dalle proiezioni del video artist Alessandro Petrini - gli attori Ana Karina Rossi e Fabrizio Croci, i danzatori Stefania Bucci, Annalisa Celentano, Mariella Celia, Flaminio Galluzzo, Francesca La Cava, Cesare Magrini e i musicisti Mauro Palmas e Ersilia Verlinghieri che eseguiranno dal vivo le partiture dello stesso Palmas.
Tango Dream verrà proposto in anteprima il 7 settembre alle 19.00 a Santo Stefano di Sessanio, in provincia dell’Aquila, quasi a creare un’incursione nei vicoli dello splendido borgo medievale, sarà poi rappresentato in forma integrale all’Aquila nel chiostro di San Domenico il 10 settembre alle 21.15. In seguito la produzione circuiterà nei maggiori teatri abruzzesi e italiani. Inoltre gli internauti di tutto il mondo potranno godere dei video dei backstage e delle rappresentazioni grazie alla webtv ospitata sul sito www.visionifestivaldellaquila.it.
Eventi collaterali _ Nell’ambito del Festival sono stati organizzati diversi happening concomitanti: un aperitivo con danza animato dai giovani coreografi abruzzesi selezionati attraverso il bando, una milonga aperta a tutti e una lezione di avvicinamento al tango organizzate in collaborazione con Istinto Tango di Andrea y Helga. Gli spettatori verranno inoltre condotti attraverso inusuali percorsi enogastronomici a cura del consorzio Orgoglio Aquilano.
L’evento è realizzato con il sostegno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale POR-FESR 2007-2013 “Attività VI.I.3” dell’Assessorato alle Politiche Culturali – Servizio Politiche Culturali della Regione Abruzzo, con il patrocinio del Comune e della Provincia dell’Aquila e con il supporto di Fondazione CARISPAQ e BCC Roma.
Tango Dream è un viaggio-spettacolo intorno al tango e alle sue suggestioni che trasformerà i luoghi in cui verrà allestito in barrios argentini, ricordando la vita trascorsa lontano dalla terra natia, lo scorrere dei momenti, il tempo della memoria, il tempo come fluire della musica nelle milonghe. Partendo dalle poesie di Jorge Luis Borges, passando per Alda Merini e Federico García Lorca sino a quelle dell’aquilano Maurizio Cerini, e facendo vivere insieme prosa, danza, canto e musica, lo spettacolo racconta storie di etnie diverse e terre remote unite dal tango, “un pensiero triste espresso in forma di danza” che, attraversando anime e corpi, accomuna le esperienze di ciascuno.
Tango Dream è una produzione che nasce all’Aquila e qui è fortemente radicata, per questo la scelta drammaturgica è ricaduta sulle quelle liriche che raccontano l’orgoglio per la propria città ma anche lo smarrimento, il distacco e lo straniamento, tutte sensazioni che i cittadini aquilani vivono fortemente dopo il trauma del sisma del 2009. “Dove saranno? - scrive Borges in “Il tango” - Chiede l'elegia/ di quelli che oramai non sono più,/ come esistesse un luogo dove l'Ieri/ possa esser l'Oggi, l'esser Ancora, il Sempre”. Analogamente, nasce dalla voglia di far rivivere il martoriato centro storico aquilano l’idea di rappresentare la produzione non in una sala teatrale ma nel chiostro di San Domenico, una delle chiese simbolo della città. L’obiettivo è quello di restituire L’Aquila ai suoi cittadini e a tutti coloro che arriveranno sul territorio in occasione dell’evento, donando così nuova centralità all’identità culturale del luogo e delle genti che lo abitano.
Drammaturgia e regia sono di Maria Cristina Giambruno, mentre Francesca La Cava firma concept danza e coreografia, scene e costumi sono di Chiara Defant e il disegno luci è ad opera di Stefano Pirandello. In scena - accompagnati dalle proiezioni del video artist Alessandro Petrini - gli attori Ana Karina Rossi e Fabrizio Croci, i danzatori Stefania Bucci, Annalisa Celentano, Mariella Celia, Flaminio Galluzzo, Francesca La Cava, Cesare Magrini e i musicisti Mauro Palmas e Ersilia Verlinghieri che eseguiranno dal vivo le partiture dello stesso Palmas.
Tango Dream verrà proposto in anteprima il 7 settembre alle 19.00 a Santo Stefano di Sessanio, in provincia dell’Aquila, quasi a creare un’incursione nei vicoli dello splendido borgo medievale, sarà poi rappresentato in forma integrale all’Aquila nel chiostro di San Domenico il 10 settembre alle 21.15. In seguito la produzione circuiterà nei maggiori teatri abruzzesi e italiani. Inoltre gli internauti di tutto il mondo potranno godere dei video dei backstage e delle rappresentazioni grazie alla webtv ospitata sul sito www.visionifestivaldellaquila.it.
Eventi collaterali _ Nell’ambito del Festival sono stati organizzati diversi happening concomitanti: un aperitivo con danza animato dai giovani coreografi abruzzesi selezionati attraverso il bando, una milonga aperta a tutti e una lezione di avvicinamento al tango organizzate in collaborazione con Istinto Tango di Andrea y Helga. Gli spettatori verranno inoltre condotti attraverso inusuali percorsi enogastronomici a cura del consorzio Orgoglio Aquilano.
L’evento è realizzato con il sostegno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale POR-FESR 2007-2013 “Attività VI.I.3” dell’Assessorato alle Politiche Culturali – Servizio Politiche Culturali della Regione Abruzzo, con il patrocinio del Comune e della Provincia dell’Aquila e con il supporto di Fondazione CARISPAQ e BCC Roma.
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